Neoplasie dell'apparato respiratorio
This entry was posted on 12/6/2007 12:57 PM and is filed under Anatomia Patologica,Cardiovascolare e respiratorio.
I polmoni possono essere sede di una numerosa serie di neoplasie, sia primitive che metastatiche. I motivi per cui la patologia neoplastica del polmone è un evento così comune risiedono nella funzione del polmone e nell’intimo contatto degli alveoli con l’ambiente esterno, che sottopongono l’organo al contatto con numerosi agenti cancerogeni, e la posizione vascolare, che li rende riceventi di tutto il sangue venoso, ed esposti quindi a molte metastasi che si diffondono per via linfatica o venosa (da fegato, cervello, intestino e mammella).
I tumori polmonari benigni non hanno una grande importanza ad eccezione degli amartomi ̧che possono richiedere una diagnosi preoperatoria con agobiopsia. Questi vengono identificati radiologicamente per caso, nel corso di esami di routine, ed hanno l’aspetto di lesioni particolari, dette a moneta. Sono costituite da cartilagine che talvolta può contenere spazi cistici rivestiti di tessuto respiratorio.
In genere i tumori benigni più diffusi sono:
- Adenoma: insorge nei grossi bronchi, e ha nel suo contesto tessuto epiteliale con interposizione di tessuto mixoide e condroide. Esiste in forma pleiomorfa o monomorfa
- Amartomi: i tumori benigni più frequenti, 80% dei benigni e 5% dei tumori assoluti; sono costituiti da misture di tessuto cartilagineo, connettivale, adipociti e formazioni ghiandolari. Di solito sono asintomatici, noduli periferici di 1-5 cm di diametro. Hanno una crescita lenta
- Tumori infiammatori
- Papillomi: lesione endobronchiale tipica dell’adulto, non ha carattere infiammatorio e si associa spesso alla bronchite cronica. La diagnosi differenziale con i polipi infiammatori è istologica: questi hanno epitelio squamoso, quelli infiammatori un epitelio cilindrico mucosecernente
In genere i tumori benigni possono essere distinti dal punto di vista clinico-sintomatologico in due categorie: quelli periferici, che si sviluppano lontano dai bronchi e quelli endobronchiali, che comprimono o aggettano nel lume. La sintomatologia di questi ultimi è data dalla triade atelettasia, bronchiettasia e infezioni ricorrenti. Il sanguinamento massivo da emoftoe è generalmente poco frequente, perché si tratta per lo più di una complicazione grave che riguarda le formazioni tumorali maligne ad alto grado di invasività.
La diagnosi di questi noduli prevede la biopsia, ma si esegue sempre anche la broncoscopia a fibre ottiche, che permette anche di osservare la presenza di eventuali masse aggettanti nel bronco, le quali possono essere asportate per la biopsia direttamente durante la broncoscopia. Per quelle masse, invece che risultano periferiche, si compie una biopsia con agoaspirato percutaneo oppure in video laparoscopia per quelle masse profonde.
Il trattamento di questi tumori benigni è di norma l’escissione: per quelli superficiali la rimozione a cuneo del parenchima polmonare e la soluzione migliore. Quelli sintomatici possono richiedere la lobectomia, oppure, se interessano un bronco principale, la resezione bronchiale a manicotto. Per i tumori vegetanti endobronchiali a volte può essere necessario eseguire l’escissione endoscopica.