Coccidioidomicosi
This entry was posted on 12/5/2007 9:44 PM and is filed under Anatomia Patologica,Cardiovascolare e respiratorio.
Il fungo produce una forma di ipersensibilità ritardata in praticamente tutti quelli che inalano le sue spore, e quindi circa l’80% degli abitanti del sudovest degli Stati Uniti presentano una positività cutanea. In alcuni casi si manifestano clinicamente effetti dell’infezione, anche perché il fungo ha una discreta virulenza possedendo dei meccanismi di resistenza alla fagocitosi macrofagica.
Circa il 10% dei contaminati sviluppa febbre, eritema nodoso, lesioni polmonari e tosse, mentre meno dell’1% sviluppa una forma disseminata analoga a quella dell’istoplasmosi.
Nel polmone si osservano lesioni granulomatose simili a quelle dell’istoplasma. Si trova il fungo all’interno dei macrofagi o delle cellule giganti che compongono questi granulomi, sottoforma di sferule non gemmanti del diametro di 20-60 um. Queste sferule, che non sono infettanti, possono rompersi e liberare il loro contenuto (piccole spore non infettanti) con conseguente reazione suppurativa.
Nella forma disseminata, il fungo coinvolge praticamente tutti gli organi con una reazione che può essere granulomatosa, suppurativa oppure mista.