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Dermatite irritativa da contatto

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This entry was posted on 10/8/2007 9:56 AM and is filed under Dermatologia.

Malattia molto comune insieme a orticaria, dermatite seborroica e alopecia. Sul piano clinico è essenzialmente una forma acuta e i danni sono confinati quasi esclusivamente all'epidermide.

L'evento primario è rappresentato dal danno a carico dei lipidi epidermici e in particolare delle ceramidi, poi c'è la compromissione dello strato corneo e degli altri strati epidermici che porta alla liberazione di citochine quali l’IL-1 e il TNF-a, le quali agiscono sia sulle cellule di Langerhans sia sulle cellule endoteliali del derma profondo, producendo una modesta infiammazione che può cronicizzare e creare le premesse per lo sviluppo di una DAC, data la facilità con di penetrano gli allergeni attraverso la cute danneggiata.



Agenti eziologici
  • Agenti chimici:
    • ossidanti: perossido di idrogeno, permanganati (soluzioni oltre il 1% sono altamente caustiche)
    • ipoclorito ad alta concentrazione
    • disidratanti (acidi e alcali forti, soluzioni saline concentrate)
    • solventi dei grassi (alcol, etere, cloroformio)
    • agenti cheratinolitici (come zolfo e acido salicilico, utili anticomedonici e l'acido retinoico, usato nella psoriasi
  • Agenti naturali:
    • vegetali (ortica, cactus, lattice di fico)
    • animali (punture di insetti, pesci)
  • Agenti fisici:
    • traumi meccanici ripetuti
    • calore e freddo
    • radiazioni ionizzanti



Clinica

La DIC si presenta con un quadro infiammatorio che dipende dal tipo e dalla quantità dell'agente eziologico con cui si è venuti a contatto: la vescicola è preceduta da edema ed eritema pruriginosi. L'edema in particolare è accentuato al livello dei tessuti lassi. La vescicola eczematosa è di colla e ha un tetto fragile, per cui si rompe facilmente e la sua osservazione è per lo più rara: si nota infatti nella zona corrispondente un'erosione che rappresenta la lesione secondaria e dalla quale fuoriesce il siero che rapprendendosi forma le squame e le croste. Le lesioni sono molto polimorfe poiché vengono osservate in uno stadio diverso.
Nelle forme croniche la pelle può presentarsi ispessita, ipoelastica e cheratosica (la cheratosi è il corrispondente clinico del concetto istologico di ipercheratosi); si può arrivare anche alla lichenificazione e alla formazione di ragadi palmo plantari.
La caratteristica della DIC è che le lesioni rimangono localizzate nella sede di contatto, dove compaiono in genere subito dopo il contatto o anche dopo giorni o settimane (dipende dalle caratteristiche chimiche delle sostanze nonché da quelle biologiche della cute). Le localizzazioni stesse delle lesioni possono fornire un indizio clinico sulla sostanza responsabile, ad esempio:
dermatite oculo palpebrale: se bilaterale probabilmente è causata da un collirio
dermatite orale: dentiere e protesi di nichel
dermatite labiale: se interessa solo il labbro inferiore dentifricio, entrambe le labbra rossetto



Complicanze della DIC
    
Impetigine: rappresenta il risultato della sovrainfezione da parte di batteri come lo Streptococco e la Pseudomonas; nel primo caso compaiono squame e croste di colore giallastro (mielicee), nel secondo caso invece le croste sono verdastre (bacillo piocianeo)

Eczematizzazione: complicanza dovuta allo sviluppo di una sensibilità crociata al trattamento medicamentoso oppure all'esistenza di una poli sensibilità: quest'ultima è rivolta ad allergeni strutturalmente non correlati (ad esempio in un muratore allergico al solfato di cobalto e al bicromato di potassio) e pertanto si distingue dalla reattività crociata in cui gli allergeni hanno un determinante in comune: la cross-reattività pertanto si riscontra tra composti appartenenti alla stessa classe: è il caso ad esempio delle sostanze appartenenti al gruppo “para” che comprendono coloranti, anestetici e sulfamidici.

Eritrodermia: si caratterizza per la presenza delle medesime lesioni della DAC, con una simile     tendenza alla lichenificazione. Se è sistemica si accompagna a ipotensione, VES elevata, ipoalbuminemia.



Terapia

In acuto si interviene con la somministrazione di cortisonici topici oppure con blandi antisettici (acido borico al 2%). Tuttavia una guarigione definitiva si può ottenere solo con l'allontanamento dell'agente responsabile e con la protezione della zona esposta.

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