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Miocardiopatia dilatativa

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This entry was posted on 9/18/2007 4:09 PM and is filed under Medicina Interna.

È la forma più comune (90% dei casi).

È caratterizzata da una riduzione della contrattilità miocardica secondaria al danno miocardico provocato da una varietà di agenti tossici, metabolici o infettivi con conseguente progressiva ipertrofia e dilatazione cardiaca e comparsa dei sintomi dell’insufficienza congestizia.

L’ipertrofia, al contrario di quella in corso di miocardiopatia ipertrofica o cardiopatia ipertensiva, si associa a una riduzione del rapporto tra massa e volume miocardico.



Eziopatogenesi

Le principali cause sono:
- alcolismo: a differenza di quella idiopatica, che è inesorabilmente progressiva, questa condizione regredisce con l’eliminazione dell’alcool dalla dieta
- displasia ventricolare destra: malattia particolare con sostituzione progressiva di tessuto adiposo alla muscolatura cardiaca, chiamata anche miocardiopatia aritmogena
- farmaci e altre sostanze: tiamina, cobalto, antitumorali antraciclici, ciclofosfamide, cocaina
- malattie neuromuscolari degenerative (distrofia di Duchenne)
- deficit nutritivi associati alla gravidanza (forma peripartum: nell’ultimo trimestre della gravidanza o nei primi 6 mesi del puerperio).



Clinica

Le manifestazioni cliniche sono quelle dell’insufficienza cardiaca congestizia; i sintomi in genere insorgono gradualmente e progrediscono verso il quadro finale dello scompenso. I sintomi iniziali sono rappresentati da dispnea da sforzo e facile affaticabilità.

La cardiopatia dilatativa si associa frequentemente a aritmie ipercinetiche (scatenate da meccanismi di rientro dovuti alla dilatazione e alla presenza di aree di miocardiosclerosi).

Le cause di morte sono rappresentate da:
- insufficienza cardiaca
- embolia sistemica o polmonare (dovuta alla trombosi murale e favorita dalla stasi ematica intraventricolare)
- cardiopatia ischemica
- fibrillazione ventricolare



Diagnosi

Esame obiettivo è spesso presente un terzo e quarto tono e soffi da insufficienza mitralica e tricuspidale. Segni di ICC, con ipertensione e congestione polmonare.
RX: dilatazione del ventricolo sinistro



Terapia

In genere è progressiva e il decesso avviene entro due anni dalla comparsa dei sintomi. La terapia è sintomatica, e si propone di evitare l’ICC con i presidi farmacologici classici. Nei casi avanzati e refrattari alla terapia, l’unica opzione disponibile è il trapianto di cuore.

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