È una malattia infettiva acuta di tipo endemico-epidemico causata dal bacillo di Elberth o Salmonella Typhi.
La trasmissione della malattia avviene per via orofecale attraverso cibi infetti soprattutto carne, uova, latte e derivati e cibi poco cotti o preparati su superfici contaminate o da manipolatori infetti.
La malattia è diffusa soprattutto nei mesi caldi.
L’infezione da Salmonella può determinare 2 condizioni (oltre a quella di portatore sano): enterite (tossinfezione alimentare) o febbre enterica.
Tossinfezione alimentare
Dopo 4-6 ore dal consumo di cibo infetto si verificano i sintomi che durano da 2 giorni ad 1 settimana: nausea, vomito, diarrea senza sangue, febbre, crampi addominali, mialgia, cefalea.
La Salmonella essendo resistente al pH gastrico si localizza a livello dell’intestino tenue, penetra negli enterociti per endocitosi e sopravvive e si moltiplica all’interno della cellula.
Il microrganismo determina incremento della secrezione di liquidi tramite aumento di cAMP e rilascio di prostaglandine.
Febbre entericaChe comprende:
- febbre tifoide provocata da Salmonella Typhi
- febbre paratifoide provocata da Salmonella Paratyphi (forma più mite)
EziopatogenesiSono state fatte diverse ipotesi sulla modalità di diffusione della Salmonella all’interno dell’organismo.
Ipotesi di Koch: tramite gli alimenti infetti la Salmonella invade direttamente l’intestino.
Ipotesi di Santarelli: tramite gli alimenti infetti la Salmonella raggiunge l’intestino dove viene bloccata nell’anello di Waldayer e pre via ematica ricolonizza l’intestino.
Ipotesi di Shottmuller: tramite gli alimenti infetti le Salmonella raggiungono la mucosa e sottomucosa dell’intestino tenue, si localizzano nelle placche del Pejer e nei follicoli solitari e penetrano nei linfonodi mesenterici e tramite il dotto toracico raggiungono il circolo ematico dove provocano una fugace batteriemia (batteriemia primaria).
Si localizzano quindi nelle cellule reticolo-endoteliali di linfonodi, fegato, milza e midollo osseo al cui interno si moltiplicano attivamente.
Dopo un certo periodo di tempo (che corrisponde al periodo di incubazione) raggiunta una notevole consistenza numerica) passano di nuovo nel sangue provocando una batteriemia secondaria che persiste alcuni giorni e determina febbre.
Si ha quindi la localizzazione in diversi organi tra cui il rene (eliminazione con le urine) e la colecisti da cui attraverso la bile raggiungono l’intestino tenue provocando una colonizzazione secondaria della sua mucosa.
I microrganismi si localizzano di nuovo nelle placche del Pejer e nei follicoli solitari dove determinano una infiammazione del tessuto linfatico già sensibilizzato.
Le placche del Pejer vanno incontro a ulcerazione e formazione di escare il cui distacco causa emorragia ed in alcuni casi anche perforazione intestinale.
Nell’1-5% dei casi dopo un anno dalla guarigione si ha una infezione subacuta scarsamente sintomatica dovuta al fatto che la Salmonella persiste a lungo a livello della colecisti.
Questi soggetti come anche i malati eliminano la Salmonella con le feci ma essendo apparentemente sani sono tra le più pericolose sorgenti di infezione.
Anatomia patologicaLe lesioni anatomopatologiche della febbre tifoide interessano caratteristicamente l’ultima parte dell’ileo ed evolvono in modo caratteristico attraverso 4 stadi che corrispondono approssimativamente ai 4 settenari in cui classicamente viene suddiviso l’andamento clinico della malattia.
1° stadio: si osserva tumefazione delle placche del Pejer e dei follicoli solitari con aspetto encefaliode ed accumulo di monciti-macrofagi con all’interno detriti batterici (cellule tifose).
2° stadio: nel tessuto linfatico sono presenti aree focali di necrosi che confluiscono tra di loro a formare un escara (in genere di colore verdastro per la presenza della bile) che può anche cadere.
3° stadio: si ha colliquazione che determina il distacco dell’escara lasciando l’ulcera con fondo necrotico di profondità variabile talvolta fino alla perforazione. Il distacco dell’escara può anche provocare la rottura di un vaso con conseguente enterorragia. Le principali complicanze di questa fase sono dunque la perforazione con peritonite e l’enterorragia.
4° stadio: si ha la formazione di tessuto di granulazione e rigenerazione epiteliale, scompare la necrosi e le ulcere appaiono deterse con fondo pulito e poi lasciano il posto ad una cicatrice piana, liscia con puntini nerastri (“a barba rasata”) che derivano dall’emorragia.
Il coinvolgimento extraintestinale determina:
- tumefazione della milza che appare di consistenza molle (tumore infettivo della milza)
- flogosi delle vie biliari e della colecisti che possono anche fare da serbatoio dell’infezione
- nel fegato, midollo osseo e linfonodi sono presenti piccoli focolai sparsi di necrosi parenchimale all’interno dei quali vi sono aggregati di monociti-macrofagi detti noduli linfoidi
- fenomeni degenerativi cardiaci
- nefrosi tossica
- roseola tifosa cutanea = papula provocata dalla localizzazione della Salmonella nei capillari cutanei
- broncopolmonite
ClinicaL’incubazione è di 10-16 gg. Le manifestazioni differiscono tra i 4 settenari:
- invasione: febbre che sale con andamento a dente di sega fino alla fine del primo settenario, quando raggiunge 40-41°C; è accompagnata da cefalea, bradicardia relativa, epistassi, lingua a dardo (impaniata al centro, rossa ai lati), sintomi digestivi (anoressia, stipsi, meteorismo, gorgoglio ileocecale); è assente invece la sudorazione, anche quando il paziente sfebbra nel 4° settenario
- stato: addome pastoso benché trattabile, febbre subcontinua (40° C) refrattaria al trattamento con antipiretici, che provocano solo sudorazione, stato tifoso (obnubilamento del sensorio), splenomegalia molle, presenza di roseole tifose (maculo-papule di 5 mm, localizzate all’addome e ai fianchi in numero di 7-8 circa, vi si può isolare la salmonella e sono patognomoniche), bronchite
- periodo anfibolico: febbre intermittente o remittente, con notevole oscillazione; è il periodo più pericoloso per complicazioni come perforazione intestinale ed enterorragia (se compaiono si modifica la formula leucocitaria leucocitosi neutrofila – mentre nella salmonellosi non complicata c’è eosinopenia) e nevrassite tifosa
- sfebbramento: anche questo richiederebbe una settimana ma con un’adeguata terapia antibiotica dura 2-3 gg e impiegando anche uno steroide solo 1 giorno: lo steroide però non va impiegato da solo perché produce solo una guarigione fittizia, mentre resta il pericolo delle complicanze
DiagnosiNel 1°-2° settenario è positiva l’emocoltura, che è l’esame dirimente insieme alla sieroagglutinazione (reazione di Widal) che rivela la comparsa si Ab (agglutinine) nei confronti degli Ag batterici O ed H e che comincia a positivizzarsi alla fine della 1° settimana.
La coprocoltura invece si positivizza solo nel 3° settenario e serve per stabilire solo lo stato di portatore cronico ma non per fare diagnosi.
TerapiaCeftriaxone 500 mg x 3/die x 15 gg + ciprofloxacina
In passato il farmaco di 1° scelta era il Cloramfenicolo ma con questi la prognosi è migliore. Esiste anche un vaccino con germi attenuati che garantisce una protezione per 2 anni.