Crioglobulinemia
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Con il termine crioglobulinemia si intendono alcune condizioni patologiche caratterizzate da un anomalo aumento delle crioglobuline nel siero ( > 30 µg/ml).
Le crioglobuline sono immunoglobuline la cui solubilità dipende dalla temperatura; la temperatura di precipitazione delle crioglobuline è direttamente correlata alla loro concentrazione plasmatica e, per concentrazioni molto basse, può giungere fino a 4 C°.
La precipitazione ha carattere di reversibilità.
Concentrazioni più elevate di 30 mcg/dl danno luogo a quadri patologici definiti appunto crioglobulinemie.
Dal punto di vista eziologico le crioglobulinemie possono essere distinte in:
- Crioglobulinemie essenziali o idiopatiche
- Crioglobulinemie secondarie associate a:
- Sindromi immunoproliferative (macroglobulinemia, mieloma multiplo, LLC, linfomi non Hodgkin)
- Malattie autoimmuni o da immunocomplessi (LES, AR, sindrome di Sjogren, porpora di SH, glomerulonefriti, tiroidite autoimmune)
- Malattie infettive
- Epatopatie
Un’altra classificazione si basa invece sulle caratteristiche immunochimiche e strutturali delle Ig:
- Crioglobulinemia di tipo I le crioglobuline sono costituite da Ig monoclonali, non si formano IC;
- Crioglobulinemia di tipo II può essere essenziale ma si associa spesso a malattie autoimuni o epatopatie in cui le crioglobuline sono costituite da Ig monoclonali con attività di fattore reumatoide che a basse temperature formano IMC; vi appartiene la crioglobulinemia mista essenziale definita così perché prima non era stata correlata ad alcuna patologia ma che è in realtà determinata dall’infezione cronica da HCV;
- Crioglobulinemia di tipo III può essere essenziale o associarsi a malattie infiammatorie, infezioni, o sindromi linfo-immunoproliferative in cui si ha produzione di un fattore reumatoide policlonale in che forma IMC legandosi ad altri Ab.
ClinicaLe manifestazioni cliniche sono dovute alle alterazioni della circolazione provocate dalla crioprecipitazione.
I distretti più colpiti sono quelli più facilmente esposti alle basse temperature: arti inferiori, dita, naso, orecchie dove si hanno quadri di:
- Porpora vascolare
- Fenomeno di Raynaud
- Acrocianosi
- Ulcere
Nelle crioglobulinemie di tipo II e III che sono associate alla formazione di IC si hanno inoltre manifestazioni di vasculite.
Si può avere inoltre una sindrome da iperviscosità che è frequente nelle crioglobulinemie di tipo I le quali non si associano a vasculite.
Diagnosi
Il siero viene centrifugato e mantenuto alla temperatura di 4C° per almeno 48 ore: le crioglobuline se presenti precipitano sul fondo della provetta e possono quindi essere tipizzate.
Altri esami sono la misurazione della VES generalmente aumentata e l’elettroforesi delle proteine sieriche.