- Aumento ponderale: imputabile alla crescita del feto e degli annessi, dell’utero e dalla ritenzione idrica (indotta da estrogeni e progesterone) e all'aumento dei depositi adiposi; il peso cresce con cinetica sigmoide di circa 12,4 Kg in tutto, con ampie variazioni individuali.
- Sangue: aumenta sensibilmente la pletora ematica e ancora di più il volume plasmatico, cosicchè l’ematocrito tende a diminuire (da 40 circa a 32-35) in misura minore se si danno supplementi di ferro e folacina; diminuisce anche l’MCHC; in definitiva si realizza un’emodiluizione che è alla base dell’anemia “fisiologica” della gravidanza; diminuisce la concentrazione delle proteine plasmatiche e degli elettroliti, e quindi anche l’osmolarità plasmatica, anche se considerando l’aumento di volume plasmatico la quantità corporea totale dei soluti aumenta; le conseguenze sono la diminuzione della pressione oncotica (→edemi!) e l’aumento della frazione globulinica (→ aumento della VES, non diagnostica in gravidanza); aumento del fibrinogeno e di altri fattori della coagulazione, che però non sfociano in uno stato di ipercoagulabilità ma in una maggiore rapidità ed efficacia dell’emostasi quando serve.
- Apparato cardiocircolatorio: aumento del volume/min cardiaco molto precocemente, ottenuto sia con l’aumento della gittata sistolica che con l’aumento della FC (+15% rispetto alla media pregravidica), aumento della P differenziale (pulse pressure) a causa della diminuzione della PAD; la pressione inoltre è molto influenzata dalla posizione: aumenta in posizione seduta per la compressione esercitata dall’utero gravidico sull’aorta, diminuisce in posizione supina per la compressione della vena cava, che abbassa il precarico (nel 5-10% delle gestanti questa condizione può diventare patologica e causare sincope e insufficienza utero-placentare; per questo nella seconda metà della gravidanza la posizione supina deve essere evitata); aumento del volume cardiaco, per modesta ipertrofia e aumento del riempimento diastolico; possibili varici agli arti inferiori per l’ipervolemia e l’ostacolo al RV dagli arti inferiori.
- Apparato respiratorio: aumento del volume corrente, senza variazioni della FR.
- Rene: dilatazione ureterale, più marcata a destra, per la compressione esercitata dall’utero gravidico e dalle vene ovariche congeste; aumento del FPR e della VFG, con conseguente diminuzione della creatinina e dell’azoto ureico.
- Apparato gastroenterico: aumento duraturo dell’appetito già dal 1° trimestre, con particolare predilezione e avversione per alcuni cibi; diminuisce il tono, la secrezione e il tempo di svuotamento gastrico (ruolo non trascurabile nella patogenesi della nausea gravidica); analoghi effetti su tenue e colon (→stipsi!); aumenta il colesterolo sierico (possibile effetto del progesterone placentare): ciò, in concomitanza con l’ipotonia della colecisti facilita la calcolosi
- SNC e stato psicoemotivo: nei primi 3 mesi di gestazione compare una labilità emotiva, forse favorita dal rapido aumento degli ormoni steroidei; nel 2° trimestre si stabilizza mentre nel 3° compare apatia, svogliatezza e affaticamento.
- Apparato endocrino: serie di modificazioni volte a garantire l’apporto di sostanze nutritive e O
2 al feto e preparare l’organismo al parto e alla lattazione.
La funzione tiroidea è invariata: l’aumento del metabolismo basale è solo la conseguenza della maggiore richiesta e consumo di O
2; la metà delle donne però presenta un aumento di volume della ghiandola, riconducibile all’effetto dell’hCT; un ipotiroidismo materno non trattato di solito compromette la prosecuzione della gravidanza, mentre un ipertiroidismo migliora.
Surrene: aumento del cortisolo e dell’attività del sistema renina-AT-aldosterone, in risposta all’effetto natriuretico del progesterone.
Ipofisi: ipertrofia e ipertrofia, soprattutto a carico delle cellule lattotrope, dipendente dagli alti livelli di estrogeni circolanti.
Paratiroidi: aumento del paratormone, che insieme a quello della vitamina D3 ha il compito di fornire l’apporto di calcio al feto, che a termine ne contiene 25-30 g, tutto passato dalla madre per lo più nel corso del terzo trimestre.
- Genitali esterni: imbibizione che rende i tessuti soffici, congestione, iperemia, emorroidi; aumento della secrezione vaginale.
- Mammelle: aumento considerevole di volume, anche nelle prime settimane, aumento del reticolo venoso, iperpigmentazione dell’areola; secrezione di colostro, che inizia nelle prime settimane e dura fin dopo il parto.
- Utero: aumento di volume e peso molto marcati, dovuti in parte a imbibizione del miometrio ma soprattutto a ipertrofia e iperplasia delle fibre muscolari; queste modificazioni sono innescate nelle prime settimane dallo stimolo estroprogestinico (infatti si verificano anche nelle gravidanze tubariche) e successivamente da un fattore meccanico (crescita del feto); l’aumento di volume è asimmetrico, verificandosi per lo più a carico del fondo, il cui dislocamento è proporzionale all’età gestazionale; le ghiandole cervicali aumentano la produzione di muco, che forma un tappo occludente con funzione protettiva.