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Fenomeni del parto

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This entry was posted on 6/1/2007 7:46 AM and is filed under Ginecologia e Ostetricia.

1. Materni (dinamici)
2. Materno-fetali (meccanici)
3. Fetali (plastici)



1. Fenomeni materni o dinamici

Consistono nelle modificazioni del canale del parto per effetto del passaggio del feto.

Espansione segmento inferiore
Inizia a partire dalla 30° sett per l’aumento del volume del feto e la comparsa delle contrazioni di Braxton-Hicks; l’abbassamento del fondo e l’impegno della parte presentata sono condizionati dalla cedevolezza del segmento inferiore, su cui si scarica l’energia meccanica.

Appianamento del collo e dilatazione della bocca uterina
Sono fenomeni passivi risultato della forza data dalle contrazioni uterine e dal polo inferiore del sacco amnio-coriale che si insinua a mo’ di cuneo nel canale cervicale; mentre nelle nullipare si ha dapprima la dilatazione dell’orificio interno seguito dall’appianamento del collo e dalla dilatazione dell’orificio esterno, nelle uni- pluripare gli ultimi due eventi procedono di pari passo; contemporaneamente poi si ha anche la centralizzazione della bocca uterina, che all’inizio è rivolta posteriormente; presupposto essenziale è la maturazione del collo uterino PG-indotta. 
    
Formazione della borsa amniocoriale
Avviene contemporaneamente all’appianamento del collo; dalla 16a settimana la decidua capsulare è saldata a quella parietale: all’inizio del travaglio il polo inferiore si slamina dalla decidua parietale per la dilatazione dell’orificio esterno e si forma la borsa delle acque, che sotto la spinta delle contrazioni si spinge in basso verso il canale cervicale; quando una parte del feto s’impegna nello stretto superiore interrompe la comunicazione tra la borsa delle acque anteriori e il resto della cavità amniotica, così che l’aumento della pressione generata dalle contrazioni si scarica alla parte presentata, mentre la borsa delle acque viene preservata più a lungo possibile (rottura tempestiva delle acque quando la dilatazione cervicale è completa o quasi).

Rottura delle acque
Il liquido della borsa amniocoriale fuoriesce all’esterno attraverso i genitali; se si rompe solo il corion può fuoriuscire comunque un po’ di liquido (falsa rottura delle acque); in rapporto alla dilatazione della bocca uterina la rottura può essere intempestiva (prematura o precoce), tempestiva e tardiva.

Distensione di vagina, perineo e vulva
La vagina al di sopra del pavimento pelvico è facilmente estensibile; quando la parte presentata preme sul pavimento pelvico i piani muscolo-aponevrotici si slaminano e scivolano l’uno sull’altro formando un canale ricurvo in avanti; anche lo sfintere anale partecipa alla dilatazione; nella nullipara la dilatazione della vulva produce la completa lacerazione dei residui imenali e piccole lacerazioni della mucosa del vestibolo.



2. Fenomeni materno-fetali (meccanici)

Riduzione e impegno della parte presentata
La riduzione è l’adattamento dei diametri della parte presentata a quelli dell’ingresso pelvico; la riduzione diretta (assoluta o relativa) è quella esercitata dalla compressione sul feto, mentre la riduzione indiretta consiste nella sostituzione di un diametro con uno più favorevole mediante modificazioni dell’atteggiamento assunto dal feto (es. sostituzione del diametro frontooccipitale con quello sottooccipito-bregmatico per flessione della testa nella presentazione di vertice); contemporaneamente alla riduzione avviene anche l’impegno, cioè il passaggio della parte di maggiore circonferenza fetale al di sotto del piano dello strettosuperiore; riduzione e impegno sono contemporanei alla dilatazione del canale cervicale e all’espansione del segmento inferiore: nelle nullipare però, per via del maggiore tono delle pareti addominali, l’impegno si può verificare prima dell’inizio del travaglio.

Progressione
Il movimento di progressione lineare si arresta quando l’occipite raggiunge il pavimento pelvico: a questo punto infatti cambia la conformazione del canale del parto, la direzione del suo asse e il diametro maggiore; la progressione può avvenire solo quando la dilatazione cervicale è completa, pena il rischio di profonde lacerazioni ed emorragia; importante è controllare la progressione misurando l’aumento dell’angolo di progressione con una sonda transvaginale.

Rotazione interna
Avviene a livello dello stretto medio della pelvi e serve a disporre il diametro maggiore del feto in direzione anteroposteriore, secondo la regola che un corpo mobile tende ad assumere la posizione di minore resistenza; la rotazione inoltre porta la nuca a contatto con la sinfisi pubica e permette il superamento del ginocchio del canale del parto.

Disimpegno
Fase in cui la parte presentata supera il piano perineale e l’anello vulvare e fuoriesce dal canale del parto; nella presentazione di vertice la testa si ancora con l’occipite alla sinfisi pubica e completando la sua estensione espone prima prima il bregma, poi la fronte, il naso ecc…

Rotazione esterna
La parte già espulsa compie una rotazione di 1/8 di giro in senso opposto a quello della rotazione interna, e riprende l’originale orientamento perpendicolare al diametro trasverso delle spalle, anche perché queste nel frattempo compiono l’analogo movimento di rotazione interna compiuto dalla testa quando si trovava ancora in quel punto del canale del parto: in questo modo il diametro bisacomiale maggiore si dispone in senso anteroposteriore.

Espulsione totale del feto
Tutto il corpo fetale viene espulso: nella classica presentazione di vertice, dopo l’impegno della spalla destra sotto la sinfisi pubica il tronco effettua una deflessione laterale che porta la spalla Sx a impegnarsi a livello del sacro; il resto del corpo scivola senza difficoltà.



3. Fenomeni fetali (plastici)
I fenomeni plastici sono particolarmente importanti a livello della parte presentata: quando si tratta della spalla o del podice si modificano le parti molli, quando riguardano la testa anche i rapporti delle ossa craniche.
Esiti dei fenomeni pastici permangono per un certo tempo anche dopo il parto e possono servire per la diagnosi a posteriori di presentazione: le deformazioni delle parti molli vengono denominate tumore da parto e sono conseguenza dell’accumulo di liquido interstiziale o di sangue per la depressione che si crea a livello della parte primitivamente esposta; affinchè si formi è ovviamente necessaria la presenza di una circolazione efficiente del neonato e un sufficiente periodo di tempo intercorrente tra rottura delle membrane ed espulsione della parte presentata.
Il tumore da parto non necessita di trattamento e scompare entro la 3°-4° giornata di vita. Va fatta la diagnosi differenziale con il cefaloematoma (raccolta di sangue tra osso e periostio, riscontrabile nel 2% dei neonati, anche da parto eutocico, per rottura di un piccolo vaso del tavolato cranico; compare dopo 2-3 gg dalla nascita ed è limitato all’area di un osso cranico, perché il periostio non è scollabile a livello delle suture); scompare da solo in 2-4 settimane.

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