Nel travaglio normale la curva della dilatazione cervicale rapportata al tempo ha un andamento sigmoide, con una fase di accelerazione e una di decelerazione. L’andamento è simile nelle nullipare e nelle multipare, solo che nelle prime i tempi sono molto più dilatati.
Fase latente prolungataQuando dura più di 14 ore nella uni- pluripara e più di 20 nella nullipara, a partire dall’inizio del travaglio. Talvolta è possibile solo retrospetivamente distinguerla dal falso travaglio di parto, in cui le contrazioni dolorose dopo un po’ cessano; per questo è essenziale adottare criteri univoci per l’inizio del travaglio di parto, che sono:
- constatazione di contrazioni uterine dolorose ritmiche
- dilatazione orificio esterno di almeno 1 cm (nella nullipara)
- appianamento completo del collo
- marcamento (“primo segno” – espulsione del tappo di muco)
- rottura spontanea delle membrane
Nell’eziopatogenesi si include soprattutto la sproporzione feto-pelvica; in passato si attribuiva importanza anche alla somministrazione precoce di anaglesici, sedativi e anestesia loco-regionale. Se le membrane sono integre si somministra un sedativo e si fa riposare la gestante fino alla ricomparsa di contrazioni uterine efficaci.
Quando le membrane si sono rotte, se il parto non avviene entro 24 h si ricorre alla tocostimolazione con ossitocina e, se non ha effetto, al cesareo.
Fase attiva rallentataMolto più frequente nelle nullipare, può seguire una fase latente prolungata (tant’è che i fattori predisponenti sono gli stessi) e sfociare nella metà dei casi in un arresto secondario della dilatazione.
È necessario procedere alla rivalutazione minuziosa dei rapporti feto-pelvici e procedere al cesareo se c’è una palese sproporzione o segni di sofferenza fetale.
Arresto secondario della dilatazioneInterruzione dopo la fase attiva, ma prima del raggiungimento della dilatazione completa. Anche qui le cause sono fondamentalmente le stesse e gli eventi possono susseguirsi l’uno con l’altro. Solo dopo aver rivalutato la proporzione feto-pelvica si può praticare l’amnioressi nel tentativo di favorire l’impegno sfruttare l’azione meccanica della parte presentata e alla stimolazione ossitocinica se le contrazioni sono ipovalide. Se la dilatazione non procede di almeno 1 cm in 1-2 h si prosegue con il parto cesareo.
Decelerazione prolungata
Il motivo principale è il ritardo dell’impegno e della progressione della parte presentata, così che manca la sua azione meccanica di cuneo, oppure la messa in atto di sforzi espulsivi intempestivi prima della completa dilatazione della bocca, con conseguente incarceramento dei suoi bordi tra la parte presentata e il bacino, con formazione di edema che ostacola la dilatazione.
La condotta ostetrica è simile che per i casi precedenti
Parto precipitosoSoprattutto nelle multipare cui sono stati somministrati potenti analgesici, con feto piccolo e contrazioni molto valide e in cui la dilatazione cervicale è superiore a 5 cm/h.