È una malattia infettiva a decorso in più fasi causata dalla Borrelia burgdorferi, trasmessa dalla puntura di una zecca del genere Ixodes.
La Borrelia Burgdorferi è stata responsabile di una epidemia del 1975 nell città di Lyme e fu isolata nel 1981, appartiene al genere Spirocheta (che comprende Treponema, Borrelia e Leptospira).
Le Spirochete sono microorganismi di forma allungata avvolta a spirale con caratteristiche intermedie tra batteri e protozoi. Sono gram negativi, asporigeni, acapsulati, mobili. Non sono coltivabili in vitro e sono visibili al microscopio ottico (tranne il Treponema che richiede il microscopio a contrasto di fase) dopo colorazione con impregnazione argentica o MGG nel caso della Borrelia.
La Borrelia burgdorferi è microaerofilo flagellato, possiede una membrana citoplasmatica interna ed esterna, è la più lunga, la più sottile e quella con meno flagelli di tutte le Borrelie.
La trasmissione all’uomo dell’infezione avviene tramite la puntura della zecca Ixodes che in Europa predilige il clima caldo umido temperato, non oltre i 1200 m di altezza, specie vicino alle zone boschive.
Le zecche adulte che fanno un pasto breve parassitano i mammiferi mentre le zecche giovani (ninfe) che fanno un pasto più lungo parassitano i roditori. Poiché la trasmissione della Borrelia richiede il contatto prolungato i veri serbatoi dell’infezione sono i roditori.
La Borrelia si moltiplica nel punto di inoculo e quindi diffonde nel sottocutaneo e nei vasi. Tramite la diffusione ematogena la Borrelia raggiunge diversi organi tra cui meningi, miocardio, retina, muscoli, osso, fegato, milza e sistema nervoso centrale.
L’invasività del batterio è causata all’adesione sulla sua superficie del plasminogeno e del suo attivatore che ne determina la trasformazione in plasmina che rappresenta una potente proteasi. La risposta immunitaria è tardiva (IgM dopo 6 settimane quindi IgG) e si hanno manifestazioni generali indotte dal TNF e dall’IL-β e formazione di IC e crioglobuline.
La Borrelia negli individui non trattati è in grado di persistere per anni nelle articolazioni, nella cute e nel sistema nervoso centrale.
ClinicaIl periodo di incubazione assai variabile: da 3 a 30 giorni.
Nei pazienti non trattati la malattia evolve caratteristicamente in 3 stadi (l’antibioticoterapia instaurata a qualsiasi livello può modificare o sopprimere l’evoluzione):
- Primo stadio: dura alcune settimane con autorisoluzione, è caratterizzato dal tipico eritema cronico migrante che è una papula rossa che si espande formando una lesione anulare con bordi rilevati eritematosi e centro di colorito accesso ad evoluzione vescicolare o necrotica. La lesione è calda e dolorabile ed è presente linfoadenopatia regionale. Alcuni giorni dopo l’insorgenza della lesione primitiva nel 50% dei casi si osservano lesioni secondarie simili. La regressione è spontanea e si attua nell’arco di qualche settimana. È presente inoltre febbre, malessere generale, cefalea e artromialgia.
- Secondo stadio: Si presenta nei mesi successivi con alterazioni neurologiche: poliradiculonevrite, meningoradiculonevrite, quindi meningite a liquor limpido, lieve encefalite, nevrite dei nervi cranici e mielite. Nel 5% dei casi si verifica interessamento cardiaco con blocco A-V di grado variabile, miocardite e pericardite. Si ha inoltre astenia intensa, sintomatologia muscolo-scheletrica migrante soprattutto delle grandi articolazioni (tipo monoartrite di breve durata). La risoluzione clinica avviene in alcune settimane ma si possono avere recidive.
- Terzo stadio (60% dei pazienti non trattati): Dopo mesi o anni dall’esordio dell’infezione compaiono poliartriti a decorso intermittente o cronico di durata maggiore (anche 1 anno) con artrite erosiva (presenza nel liquido sinoviale di neutrofili e IMC) a carico delle grandi/piccole articolazioni. È presente inoltre encefalomielite cronica demielinizzante progressiva con deficit del VII e VIII nervo cranico (DD con sclerosi multipla) che interessa la memoria, l’umore, il sonno ed il linguaggio. Può essere presente anche acrodermite cronica atrofizzante: lesione violacea che diventa quindi sclerotica ed atrofica.
DiagnosiLa ricerca di IgM e IgG ha problemi di sensibilità e specificità: a causa della risposta tardiva dell’ospite si ha positività nella fase acuta del 40%, dopo 4 settimane del 70%, dopo 6 settimane del 90%. Le IgM e le IgG vengono ricercate o con tecniche immunoenzimatiche o con il Western Blot.
Nella neuroborreliosi è importante la ricerca degli Ab specifici nel liquor ed il rapporto tra Ig specifiche liquor/ Ig specifiche sangue e Ig totali liquor/ Ig totali sangue: se è 1 significa che si ha passaggio di Ig attraverso la BEE mentre se è > 1 significa che si ha produzione di Ig in loco. Questo è importante per la diagnosi differenziale con il tetano in cui non ci sono Ig specifiche nel liquor e non c’è loro produzione locale.
Nell’artrite si può fare la ricerca del genoma batterico con PCR.
Terapia
Va fatta per 3-4 settimane (anche per 2 mesi nelle artriti)
doxiciclina 100 mg x 2 os 21-28 giorni
amoxicillina 500 mg x 4 os 20-30 giorni
cefuroxime 500 mg x 2 im 20-30 giorni
ceftriaxone 2 g im 14-28 giorni
penicillina 5.000.000 x 4 ev 30 giorni nelle fasi avanzate della malattia