Litio
This entry was posted on 5/25/2007 1:43 PM and is filed under Farmacologia.
Il litio è un farmaco stabilizzante dell’umore che ha effetto nel controllare la fase maniacale della depressione bipolare, anche se è attivo in misura minore nella unipolare. Infatti limita le oscillazioni dell’umore, e quindi previene l’insorgenza della mania e della depressione. Se si somministra durante un attacco acuto di mania, il litio non previene però l’insorgenza di una successiva fase depressiva. Siccome nel controllo della mania esistono farmaci neurolettici più attivi e più sicuri, l’utilizzo del Litio è limitato alla profilassi a lungo termine della depressione bipolare.
Il litio è efficace alla concentrazione plasmatica di 0.5-1 mmol/l, mentre al di sopra di 1,5 diventa tossico. La finestra terapeutica è molto ristretta. Non si sa assolutamente come i suoi effetti biochimici noti possano influire nel controllo dell’umore.
- Si sostituisce al sodio nella sodio/potassio ATPasi, ma non esce dalla cellula velocemente come il sodio. Determina quindi uno stato di depolarizzazione cellulare con avvicinamento del potenziale di membrana a soglia.
- Aumenta il turn over della NOR e 5HT nel cervello
- Diminuisce la produzione di c-AMP in risposta agli ormoni
- Inibisce la via del PI
E’ probabilmente l’effetto su questi due secondi messaggeri che in qualche modo giustifica l’effetto antidepressivo.
Effetti collaterali
- Rene: poliuria, diminuzione della funzione tubulare e della concentrazione dell’urina. Viene riassorbito attivamente e compete con il sodio
- SNC: debolezza, tremore, segni extrapiramidali
- Metabolismo: ipotiroidismo, gozzo, diabete insipido, aumento di peso, alterazione del metabolismo glicidico
- CV: allungamento del QRS, alterazione del nodo del seno
- GE: pesantezza, gonfiore, nausea e diarrea
- Cute: acne, rash, discromia, papule, perdita di capelli
- Intossicazione acuta (da 1,5 a 3-5 mmol/l): confusione --> blocco motorio --> coma --> convulsioni e morte
FarmacocineticaProblematica perché l’escrezione è in due fasi: una renale rapida, circa il 50% della dose assunta, che si ha in 12 ore, e il restante sempre renale, ma nelle due settimane successive. Questa quota rappresenta il litio accumulato dentro le cellule. Con una assunzione regolare, è necessario un periodo di due settimane perché si raggiunga lo stato stazionario. L’intervallo terapeutico molto ristretto impone un attento monitoraggio.
Interazioni importanti:
- Tiazidici: accumulo di litio
- FANS: accumulo di litio
- Antibiotici: accumulo di litio
- Antidepressivi: accumulo di litio
- Broncodilatatori: aumento dell’escrezione
- Digitale: aumento rischio di aritmie
- Ca++ antagonisti: aumento dell’escrezione
- Insulina: aumento tolleranza al glucosio
- Neurolettici: aumento della tossicità dei neurolettici