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Leptospirosi

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This entry was posted on 5/25/2007 10:25 AM and is filed under Malattie infettive.



È una antropozoonosi sostenuta dalla Leptospira.
La Leptospira appartiene al genere delle Spirochete (poco colorabili con il metodo di Gram), è visibile in campo oscuro (tendono a ruotare su loro stesse) o con impregnazione argentica, ha crescita lenta in terreni contenenti alcoli o acidi grassi a lunga catena.

Le forme patogene appartengono alla specie Leptospira interrogans che è divisa in sierogruppi che hanno l’antigene somatico in comune e differiscono per gli antigeni di superficie.

I diversi sierogruppi sono correlati ad un diverso serbatoio animale:
  • L. batavia: Micromys minutus porcinus
  • L. icterohaemorragiae: ratto
  • L. pomora: maiale
  • L. canicola: cane
Gli animali sono portatori occasionali, transtitori o permanenti.

Nell’animale l’infezione si localizza a livello dei tubuli contorti di II ordine e del bacinetto renale e si ha quindi eliminazione delle Leptospire con le urine.

Le Leptospire sono in grado di sopravvivere a lungo anche per mesi nelle acque stagnanti, nelle risaie e nel fango che vengono contaminati dalle urine infette.

L’infezione dell’uomo avviene accidentalmente per contatto con la cute bagnata soprattutto in soggetti che permangono a lungo in acqua come pescatori, in cui si verifica macerazione della cute da parte dell’acqua. La penetrazione può avvenire anche attraverso le mucose come le congiuntive.
Dalla cute le Leptospire invadono il torrente circolatorio dando luogo ad una prima fase setticemica quindi compaiono gli Ab specifici e scompaiono le Leptospire dal sangue circolante, si verifica infatti opsonizzazione con presenza di IC e clearance RE (che può determinare sequele da IC).
La diffusione sistemica produce endotelite e vasculite sistemica; dopodiché si passa alla fase di localizzazione d’organo.
Le Leptospire hanno un particolare tropismo d’organo per meningi, corticale renale (tubuli contorti distali) e fegato.
La gravità della malattia dipende dal sierotipo interessato e varia da forme asintomatiche a forme letali.



Clinica

Il periodo di incubazione è di 1-2 settimane.



Morbo di Weil (L. icterohaemorrhagiae)

Ha inizio brusco con brividi, febbre a 39-40°, mialgie intense e diffuse, artralgie, cefalea, anorresia, nausea, vomito, congiuntivite, bradicardia relativa ed epatosplenomegalia (DD con normale quadro settico).

Questa sintomatologia dura per 5-7 giorni poi la febbre scende per lisi e si ha un intervallo apiretico di 1-2 giorni dopo di che compare la fase itterica con ittero color arancio (perché all’ittero si associa vasodilatazione periferica: rosso+giallo arancione) ed epatomegalia con modico incremento delle transaminasi (d.d. epatite virale), incremento della fosfatasi alcalina e iperbilirubinemia indiretta (per emolisi e deficit di captazione).

L’altro aspetto importante è il danno renale con albuminuria, cilindruria (d.d. sindrome epatorenale), microematuria, iperazotemia; spesso è necessario ricorrere alla diagnosi. Si possono avere anche manifestazioni emorragiche dovute a capillarite e piastrinopenia come epistassi, petecchie,emorragie congiuntiveli o polmonite o ARDS o miocardite. Si verifica quindi caduta della febbre per lisi dopo 14-20 giorni con regressione dell’ittero e dell’insufficienza renale. Quadri gravi sono caratterizzati da stato stuporoso e IRC.



Sindrome meningea a liquor limpido (L. pomona, L. canicola, L. batavia)

Il decorso è spesso bifasico con prima fase febbrile, poi miglioramento e quindi seconda fase con febbre e sintomi meningei. Essendo una meningite a liquor limpido va distinta da quelle ad eziologia virale: in questo caso la patogenesi è da IMC e non da azione diretta della Leptospira, che non è presente. È presente cefalea intensissima, mialgie intense ed eventualmente esantema, e congiuntivite concomitante.
La durata è di circa 10 giorni.



Forme afebbrili pure

Il decorso è aspecifico, prevalgono le mialgie e vi è una lieve sofferenza epatica. La diagnosi è per lo più retrospettiva anche perché sono a risoluzione spontanea.



Diagnosi

È presente leucocitosi neutrofila e incrmento della VES, aumento di CPK e FA.
L’emocoltura è positiva nella fase acuta mentre dopo 2-3 settimane l’isolamento delle Leptospire va fatto nelle urine.
Le indagini sierologiche si basano su prove di agglutinazione: la sieroconversione è però tardiva, in quanto richiede fino a 30 giorni.
Tecniche ELISA sono in grado di evidenziare IgM specifiche anche in 3-4° giornata.



Terapia

La terapia è tanto più efficace quanto più precoce. Si basa su penicilline (in alternativa cloramefenicolo o tetracicline), ma l’efficacia non è comprovata nella fase tardiva della malattia.

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