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Diabete Mellito

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This entry was posted on 6/19/2006 9:51 PM and is filed under Fisiopatologia.

Malattia caratterizzata da iperglicemia durevole, non correlata allo stato nutrizionale del soggetto, poliuria, glicosuria, aumentato catabolismo proteico, chetosi e acidosi, tendenza a produrre alterazioni a carico dei vasi.

Viene differenziato in:
- Diabete insulino-dipendente (diabete di tipo I o diabete giovanile)
- Diabete insulino-indipendente (diabete di tipo II o diabete dell'adulto)





Diabete mellito di tipo I

Malattia autoimmune cronica caratterizzata da distruzione delle cellule beta del pancreas che producono l'insulina. Caratterizzato da iperglicemia e carenza di insulina.

Sembra esserci una correlazione tra la presenza dei geni DR3 e DR4 dell'MHC e l'insorgenza di diabete di tipo I. Altri geni MHC o al di fuori di esso sono correlati con l'insorgenza di diabete di tipo I.

La comparsa della malattia sarebbe il risultato di una difettosa risposta immune e/o di fattori ambientali coinvolti nel determinare il processo autoimmune (virus dell'influenza, citomegalovirus, virus di Epstein-Barr, morbillo, rosolia, parotite). Secondo un'altro schema, esisterebbe una condizione di diabete latente, conclamata a causa di un fattore ambientale.

Il diabete mellito di tipo I è spesso associata ad altre malattie autoimmuni, come la tiroidite di Hashimoto, l'anemia perniciosa, la miastenia grave.

Patogenesi:
Infiltrazione linfocitaria e produzione di anticorpi citotossici in corrispondenza delle cellule B di Langerhans. L'autoimmunità sarebbe dovuta ad un fattore ambientale (virus) e ad una predisposizione genetica. Le cellule B hanno una capacità rigenerativa modesta, per cui il danno tende a diventare permanente, con deficit nella secrezione dell'insulina. Tuttavia, se il danno è di modesta entità, il riposo funzionale, con controllo della glicemia e trattamento con insulina, potrebbe aiutare la guarigione.

Chetoacidosi diabetica:
Nel diabete di tipo I esiste una condizione di carenza di insulina, associata ad eccesso di glucagone e iperglicemia con glicosuria. La mancanza di insulina e l'eccesso di glucagone hanno come risultato un'aumentata lipolisi e quindi un'aumento degli acidi grassi liberi (NEFA) nel plasma, che può portare a steatosi da sovraccarico. Aumenta, inoltre, la beta-ossidazione degli acidi grassi a livello del fegato, con aumentata produzione dei corpi chetonici (ac. acetoacetico, ac. beta-idrossibutirrico e acetone). I due acidi sono responsabili della diminuzione del pH del sangue. L'acetone passa all'orine ed è anche responsabile dell'odore caratteristico dell'aria espirata.
Il catabolismo proteico, e quindi anche l'azotemia, risultano aumentati.



Diabete mellito di tipo II

Diabete con andamento familiare, non chetonico, senza fenomeni di autoimmunità, riscontrabile in soggetti obesi. Caratterizzato da iperglicemia che persiste anche dopo somministrazione di insulina.

Patogenesi:
La sovralimentazione induce secrezione di grandi quantità di insulina. A lungo andare, e a soggetti predisposti, i recettori cellulari per l'insulina vengono ridotti e la loro affinità per l'ormone diminuisce. Un meccanismo a feedback induce le cellule B del pancreas a produrre ulteriori quantità di insulina, amplificando il fenomeno e alla fine viene prodotto il diabete di tipo II, insulino-indipendente, per la insensibilità delle cellule all'insulina (down-regulation dei recettori per l'insulina). Le cellule B del pancreas risultano iperplastiche e l'insulina in circolo elevata.
Il diabete di tipo II può avere anche origine iatrogena, conseguente alla somministrazione di farmaci che inducono insulino-resistenza (es. corticosteroidi).

Coma iperosmolare non chetonico:
Nel diabete di tipo II esiste una condizione di iperglicemia con glicosuria senza chetonuria e con aumento dell'osmolarità plasmatica.
La prolungata diuresi osmotica dovuta all'iperglicemia è responsabile dell'iperosmolarità plasmatica. L'iperosmolarità plasmatica è responsabile a sua volta della disidratazione delle cellule, che insieme all'acqua perdono notevoli quantità di potassio. La perdita di K+ è responsabile dei sintomi nervosi (stupore, coma, convulsioni). La presenza di insulina non permette la produzione di corpi chetonici.

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