Malattia caratterizzata da iperglicemia durevole, non correlata allo
stato nutrizionale del soggetto, poliuria, glicosuria, aumentato
catabolismo proteico, chetosi e acidosi, tendenza a produrre
alterazioni a carico dei vasi.
Viene differenziato in:
- Diabete insulino-dipendente (diabete di tipo I o diabete giovanile)
- Diabete insulino-indipendente (diabete di tipo II o diabete dell'adulto)
Diabete mellito di tipo IMalattia
autoimmune cronica caratterizzata da distruzione delle cellule beta del
pancreas che producono l'insulina. Caratterizzato da iperglicemia e
carenza di insulina.
Sembra esserci una correlazione tra la
presenza dei geni DR3 e DR4 dell'MHC e l'insorgenza di diabete di tipo
I. Altri geni MHC o al di fuori di esso sono correlati con l'insorgenza
di diabete di tipo I.
La comparsa della malattia sarebbe il
risultato di una difettosa risposta immune e/o di fattori ambientali
coinvolti nel determinare il processo autoimmune (virus dell'influenza,
citomegalovirus, virus di Epstein-Barr, morbillo, rosolia, parotite).
Secondo un'altro schema, esisterebbe una condizione di diabete latente,
conclamata a causa di un fattore ambientale.
Il diabete mellito
di tipo I è spesso associata ad altre malattie autoimmuni, come la
tiroidite di Hashimoto, l'anemia perniciosa, la miastenia grave.
Patogenesi:
Infiltrazione
linfocitaria e produzione di anticorpi citotossici in corrispondenza
delle cellule B di Langerhans. L'autoimmunità sarebbe dovuta ad un
fattore ambientale (virus) e ad una predisposizione genetica. Le
cellule B hanno una capacità rigenerativa modesta, per cui il danno
tende a diventare permanente, con deficit nella secrezione
dell'insulina. Tuttavia, se il danno è di modesta entità, il riposo
funzionale, con controllo della glicemia e trattamento con insulina,
potrebbe aiutare la guarigione.
Chetoacidosi diabetica:
Nel
diabete di tipo I esiste una condizione di carenza di insulina,
associata ad eccesso di glucagone e iperglicemia con glicosuria. La
mancanza di insulina e l'eccesso di glucagone hanno come risultato
un'aumentata lipolisi e quindi un'aumento degli acidi grassi liberi
(NEFA) nel plasma, che può portare a steatosi da sovraccarico. Aumenta,
inoltre, la beta-ossidazione degli acidi grassi a livello del fegato,
con aumentata produzione dei corpi chetonici (ac. acetoacetico, ac.
beta-idrossibutirrico e acetone). I due acidi sono responsabili della
diminuzione del pH del sangue. L'acetone passa all'orine ed è anche
responsabile dell'odore caratteristico dell'aria espirata.
Il catabolismo proteico, e quindi anche l'azotemia, risultano aumentati.
Diabete mellito di tipo IIDiabete
con andamento familiare, non chetonico, senza fenomeni di autoimmunità,
riscontrabile in soggetti obesi. Caratterizzato da iperglicemia che
persiste anche dopo somministrazione di insulina.
Patogenesi:
La
sovralimentazione induce secrezione di grandi quantità di insulina. A
lungo andare, e a soggetti predisposti, i recettori cellulari per
l'insulina vengono ridotti e la loro affinità per l'ormone diminuisce.
Un meccanismo a feedback induce le cellule B del pancreas a produrre
ulteriori quantità di insulina, amplificando il fenomeno e alla fine
viene prodotto il diabete di tipo II, insulino-indipendente, per la
insensibilità delle cellule all'insulina (down-regulation dei recettori
per l'insulina). Le cellule B del pancreas risultano iperplastiche e
l'insulina in circolo elevata.
Il diabete di tipo II può avere anche
origine iatrogena, conseguente alla somministrazione di farmaci che
inducono insulino-resistenza (es. corticosteroidi).
Coma iperosmolare non chetonico:
Nel
diabete di tipo II esiste una condizione di iperglicemia con glicosuria
senza chetonuria e con aumento dell'osmolarità plasmatica.
La
prolungata diuresi osmotica dovuta all'iperglicemia è responsabile
dell'iperosmolarità plasmatica. L'iperosmolarità plasmatica è
responsabile a sua volta della disidratazione delle cellule, che
insieme all'acqua perdono notevoli quantità di potassio. La perdita di
K+ è responsabile dei sintomi nervosi (stupore, coma, convulsioni). La
presenza di insulina non permette la produzione di corpi chetonici.